La difficoltà a gestire la rabbia porta, frequentemente, le persone a rivolgersi allo Psicologo. Sia la rabbia esplosiva che quella implosiva sono condizioni estremamente diffuse, probabilmente tra le principali problematiche contemporanee, per questo sempre più persone ricorrono allo Psicologo per imparare a gestirla ed indirizzarla. Ma se la cattiva notizia è la sua grande diffusione, la buona notizia è che imparare a gestirla e a renderla energia costruttiva è tutt’altro che impossibile: nello studio dello Psicologo si possono ottenere ottimi risultati che vanno dalla risoluzione del disturbo al significativo miglioramento della qualità della vita del paziente. Non solo, la persona arrabbiata è una persona che ha dentro un enorme quantitativo di energia che, però fatica ad indirizzare nella giusta direzione. Per questo, una volta che si riesce ad indirizzare l’energia alla base della rabbia e a renderla costruttiva il paziente non solo smetterà di complicarsi la vita con le esplosioni di rabbia ma, a maggior ragione, imparerà ad utilizzare tutta questa energia in ciò che per lui è importante. Ma partiamo dall’inizio:

 

COS’E’ LA RABBIA E COME FUNZIONA

E’ un’emozione ed  è una delle sei emozioni considerate primarie, insieme a Gioia, Tristezza, Paura, Sorpresa e Disgusto. Quando si parla di emozioni primarie ci si riferisce alla gamma di emozioni considerate innate e quindi presenti fin dalla nascita in qualsiasi popolazione e cultura. In altre parole questo significa che tutti proviamo rabbia. Essendo un’emozione è caratterizzata, come le altre, da alcune peculiarità:

 

  1. Può essere scatenata sia da stimoli interni che esterni all’individuo

  2. ha solitamente una breve durata (se dura nel tempo non si parla più di emozione ma di sentimento e, in questo caso specifico, si parla di rancore)

  3. ha un’alta intensità

  4. è spesso inconsapevole e non sempre controllabile.

 

Per quanto questa emozione spaventi, di per sé la rabbia ha una connotazione positiva: sta alla base del nostro istinto di sopravvivenza e della necessità di difesa e protezione, basti pensare che tra i principali fattori che scatenano esplosioni di rabbia ci sono l’invasione del proprio spazio (spazio fisico, mentale, di valori…..) e la sensazione di impotenza (il sentire di non poter scegliere/agire/cambiare…), due elementi che rappresentano la difesa personale ed il rispetto per se stessi. La sua connotazione diventa, quindi, negativa solo nel momento in cui perdiamo la capacità di gestire e controllare quest’emozione e ce ne lasciamo sopraffare.

 

TIPOLOGIE DI RABBIA CONSIDERATE DISFUNZIONALI

  1. La rabbia esplosiva, detta anche disinibita: è il tipo di rabbia più facilmente riconoscibile perché più evidente e manifesto. E’ la classica esplosione d’ira che si accende improvvisamente e che cresce fino a raggiungere il culmine, per poi iniziare a calare nuovamente, rispettando l’andamento definito sinusoidale.

  2. La rabbia implosiva, detta anche repressa: è il tipo di rabbia più difficile da cogliere e spesso celato. E’ la rabbia trattenuta, quella “mandata giù” a lungo che, spesso porta con sé disturbi psicosomatici e difficoltà relazionali.

Entrambe le tipologie di rabbia sono disfunzionali, per la mente, per il corpo e per le relazioni interpersonali. Chi soffre di esplosioni di rabbia o di rabbia repressa ha ben presente che cosa significhi e che cattiva compagnia rappresentino. La persona non si sente mai o quasi mai in pace.

 

IMPARARE A GESTIRE LA RABBIA DALLO PSICOLOGO

La rabbia sottende sempre un dolore, la persona arrabbiata è una persona che soffre (e che, spesso e volentieri, fa soffrire le persone vicine). Lo Psicologo lavorerà con il paziente rispettando la “Teoria della L”:

 

gestire rabbia psicologo bologna

 

Un pensiero generato nella mente produrrà un’emozione nella “pancia”, che genererà un comportamento verso l’esterno. Per questo, per lavorare sulle emozioni, è indispensabile ancor prima lavorare sui pensieri generati dal paziente, vediamo qualche esempio:

  1. Es. di rabbia repressa: voglio fare qualcosa che per me è importante, pensiero “non ce la farò mai” = emozione “senso di inefficacia, sconforto” = comportamento “non faccio nulla”

  2. Es. di rabbia esplosiva: una persona cara la pensa diversamente da me e non mi capisce, pensiero “non mi capisce mai/non capisce niente” = emozione “nervoso, senso di solitudine” = comportamento “lancio il cellulare contro il muro”

L’obiettivo dei percorsi attivati dallo Psicologo è insegnare al paziente ad ascoltarsi, per riconoscere lo stimolo della rabbia ed indirizzarlo in maniera più costruttiva e consapevole, senza dimenticare che al centro del percorso si trova LA PERSONA, nella sua complessità.

 

CONCLUSIONI

La rabbia limita, limita la vita, il futuro, l’autostima, le relazioni con gli altri. Ma è un’importante fonte di energia che non va spenta, ma solo indirizzata e le nostre risorse interne, da mettere in campo per imparare a gestirla sono enormi e hanno un potenziale incredibile.. Ed è da lì che bisogna partire!

 

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